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venerdì 20 febbraio 2009

STRANEZZE DELLA CAPITALE



Mi sono chiesta molte volte anzi praticamente tutti i giorni, visto che abito lì vicino, come mai Roma finisce a ponte Sublicio.
Parlo di quel bel ponte che va da Porta Portese  a piazza dell'Emporio e viceversa naturalmente, parlo di Porta Portese, di Testaccio che è ai piedi dell'Aventino, parlo della prima circoscrizione, un solo chilometro dall'anagrafe e poco più dal Campidoglio, più centro di così...e poi anche dopo, quando finisce il "centro" e comincia la periferia che succede? eppure tutti gli amministratori di Roma di qualsiasi fede politica da almeno 60 anni, su niente sono mai stati così d'accordo, Roma finisce a ponte Sublicio.
E nessuno dice niente, non se ne parla mai. Ma perchè è normale che fino all'altezza del san Michele la banchina del Tevere è tutta bella illuminata, come é giusto che sia, e dopo ponte Sublicio il buio più pesto? manco una lucetta ogni tanto.... niente, anzi veramente fino a pochissimi anni fa non c'erano i lampioni neanche su lungotevere Testaccio, adesso almeno lì é illuminato.
Mi piacerebbe sapere qual é stata la logica che ha consentito che da lì in poi non era necessario mettere l'illuminazione.
Non è sempre Roma? non è sempre Tevere? che cambia?
Vogliamo parlare di sicurezza........ di ronde?
E chi ci va la sotto di notte a vedere che succede? 

lunedì 9 febbraio 2009

LA CLASSIFICA DELLE 103 PROVINCE ITALIANE



Ho letto di recente la classifica che " il sole 24 ore"redige ogni anno sulla qualità della vita nelle 103 province italiane, in base al reddito, all'occupazione, alla natalità, alla sanità ed alle opportunità per il tempo libero, Roma è al 28° posto.
Al primo c'è Aosta e all'ultimo Caltanissetta dopo Palermo, penultima.
Mi piacerebbe sapere però, se ci sono altri parametri che vengono in mente ai cittadini comuni quando escono di casa la mattina e vanno a lavorare, in una città come Roma cos'è che fa la differenza tra una giornata più o meno normale e una giornata infernale?
Sugli autobus di Roma c'è una piacevole abitudine ed é quella della lamentela, tutti si lamentano di tutto, rigorosamente tra vicini.
Avete mai provato l'inebriante sensazione  di salire sul vecchio 170 dico vecchio perché non c'è più o meglio c'è ma non va più direttamente alla stazione termini, una comodità ma... ora si ferma a piazza Venezia lì uno scende e ne prende un altro per andare alla stazione, un peccato perché prima almeno si poteva assaporare per intero l'esilarante sensazione di passare sui sanpietrini dalla bocca della verità fino quasi a Termini.
Mi chiedo come facciano questi mezzi a rimanere ancora assemblati insieme dopo una prova del genere, le persone anche, fare un percorso del genere tutti i giorni mette a dura prova l'udito e stabilità di chiunque, provare per credere. 

giovedì 5 febbraio 2009

QUESTA E' ROMA


Oggi, dopo più di una settimana chiusa in casa con un fortissimo raffreddore ho visto a un certo punto che il tempo era migliorato e anche il raffreddore, che  non ho visto ma ho sentito.....si vedevano degli sprazzi di cielo azzurro, allora ho deciso di uscire un po' e fare il mio itinerario preferito, dimenticavo, io vivo a Roma.
Quando esco vado sempre nei paraggi dove ho abitato per tanti anni, sento un'aria di casa che mi fa bene e oltretutto é in centro.
Bene, ero proprio di buon umore, il fatto di uscire dopo tanti giorni, lo spiraglio di cielo azzurro, camminare, incontrare un amica.... una piccola piacevole pausa, volevo quasi trattenermi un po' di più in centro ma poi ho pensato che più tardi avrebbe fatto freddo e allora ho deciso di aspettare l'autobus per tornare verso casa ho controllato l'ora per vedere per  quanto tempo era ancora valido il biglietto: le 17 e 35 bene! sono arrivata alle 17 quindi tutto a posto, se non fosse che l'autobus che aspettavo è arrivato dopo 23 minuti, ma perché? c'è mancato poco che il biglietto scadesse, per carità niente di male, ne timbravo un altro.
manco per niente e poi non ce lo avevo!  a quel punto oltre ad essere stanca di stare in piedi , sarei dovuta andare a comprarne un altro, avrei dovuto attraversare la strada raggiungere l'edicola, perché il tabaccaio che è più vicino alla fermata i biglietti non ce li ha mai.
Se fossi andata all'edicola e nel frattempo fosse arrivato l'autobus io che facevo aspettavo altri 20 minuti al freddo senza uno straccio di panchina dove appoggiarsi un attimo?
Questa é Roma, quando si parla di qualità della vita e arrivederci al buon umore!